L'isola di Mozia vista dall'acqua dello Stagnone, con pini e un edificio che affiora tra la vegetazione
Isola di Mozia — foto: b.roveran · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Nel mezzo della laguna dello Stagnone, tra le saline e il mare aperto, c'è un'isola piatta e verde, coperta di pini, agavi e vigneti. Si chiama San Pantaleo, ma tutti la conoscono con il suo nome antico: Mozia, la Motya dei Fenici. È una delle escursioni più belle che si possano fare da Marsala, adatta anche a chi viaggia con bambini.

Una città fenicia in mezzo alla laguna

I Fenici si stabilirono a Mozia intorno all'VIII secolo a.C., attratti da una posizione perfetta: un'isola protetta dalla laguna, con fondali bassi che scoraggiavano gli attacchi dal mare e un facile approdo per i commerci con l'Africa del Nord. Mozia divenne una delle colonie più importanti del Mediterraneo occidentale, con mura, porte fortificate, santuari e quartieri artigianali.

La sua storia si chiuse all'inizio del IV secolo a.C., quando Dionisio I di Siracusa la assediò e la distrusse. I sopravvissuti si trasferirono sulla terraferma e fondarono Lilibeo, la città da cui nasce l'attuale Marsala. Per questo Mozia e il Parco Archeologico di Lilibeo raccontano, in un certo senso, due capitoli della stessa storia.

Joseph Whitaker e la riscoperta dell'isola

Il nome che a Mozia si sente più spesso è quello di Joseph Whitaker, per gli italiani Giuseppe Whitaker. Discendente di una famiglia inglese legata al commercio del vino Marsala, appassionato di archeologia e di ornitologia, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento acquistò l'isola e vi avviò i primi scavi sistematici. Costruì anche la villa che oggi ospita il museo.

Oggi l'isola appartiene alla Fondazione Giuseppe Whitaker, che ne cura la tutela insieme agli enti regionali. Le ricerche archeologiche continuano ancora, e ogni campagna di scavo aggiunge un tassello alla conoscenza della città antica.

Il Giovinetto di Mozia e il museo

Il Museo Whitaker raccoglie i reperti trovati sull'isola: ceramiche, gioielli, monete, stele votive e oggetti di uso quotidiano. Il capolavoro, però, è uno solo: il Giovinetto di Mozia, una statua in marmo di un giovane uomo avvolto in una lunga tunica finemente pieghettata. Ritrovata durante gli scavi nel Novecento, è considerata una delle sculture più raffinate dell'antichità nel Mediterraneo. La sua identità è ancora discussa dagli studiosi: un auriga, un magistrato, forse un dio. Vederla dal vivo, con la luce che accarezza il marmo, vale da sola la traversata.

Cosa vedere passeggiando sull'isola

Mozia si gira a piedi in qualche ora, seguendo sentieri sterrati e pianeggianti. Tra i luoghi principali ci sono:

  • il Kothon, un bacino rettangolare collegato al mare, a lungo interpretato come porto interno e oggi letto anche come area sacra;
  • il Tofet, il santuario dove venivano deposte le urne e le stele votive;
  • la Porta Nord e i resti delle mura che circondavano la città;
  • la Casa dei mosaici, con pavimenti in ciottoli bianchi e neri che raffigurano animali.

Dalla Porta Nord partiva una strada che collegava l'isola alla terraferma, verso Birgi: oggi è sommersa, ma in alcuni punti si intuisce ancora sotto il pelo dell'acqua. Portate con voi acqua, un cappello e scarpe comode, perché sull'isola le zone d'ombra sono poche.

Come arrivare: l'imbarco dalle saline

Mozia si raggiunge solo in barca. Le piccole imbarcazioni partono dai pontili sulla costa dello Stagnone, nella zona delle Saline Ettore e Infersa, a circa 14 km in linea d'aria da Cento passi dal mare. La traversata è breve e piacevolissima: si scivola su un'acqua bassa e trasparente, con i mulini a vento alle spalle e l'isola che si avvicina lentamente.

I servizi di barca e gli ingressi al museo cambiano con le stagioni: orari e biglietti vanno sempre verificati sui canali ufficiali della Fondazione Whitaker e dei gestori delle imbarcazioni prima di partire.

Consiglio pratico: in estate scegliete la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando il sole è meno forte. Al ritorno fermatevi alle saline per il tramonto: è uno degli spettacoli più belli di tutta la costa.

Una giornata tra storia e laguna

Mozia si abbina bene con le altre tappe dello Stagnone: le saline, i mulini, i piccoli musei del sale e, se siete amanti del mare, una sosta nelle acque basse della riserva. È un'escursione tranquilla, senza grandi dislivelli, che piace sia agli appassionati di archeologia sia a chi cerca semplicemente una giornata diversa dalla spiaggia. Altre idee le trovate nella pagina dei dintorni.

Dallo Stagnone al mare di casa

L'imbarco per Mozia è a circa 14 km in linea d'aria da Cento passi dal mare. Dopo la gita, ritrovate la vostra casa al piano terra con cortile e parcheggio privato gratuito, a circa 70 metri dalla spiaggia.